

127. De Gasperi, l'estromissione delle sinistre dal governo e gli
USA: i diversi giudizi degli storici.

Da: E. Collotti, Collocazione internazionale dell'Italia, in
AA.VERSI, L'Italia dalla liberazione alla repubblica, Feltrinelli,
Milano, 1976; G. Quazza, Resistenza e storia d'Italia. Problemi e
ipotesi di ricerca, Feltrinelli, Milano, 1976; P. Scoppola, La
proposta politica di De Gasperi, Il Mulino, Bologna, 1977; E.
Ragionieri, La storia politica e sociale, in Storia d'Italia,
quarto, Einaudi, Torino, 1976.

L'estromissione delle sinistre dal governo, avvenuta nel maggio
del 1947,  una delle vicende cruciali del secondo dopoguerra;
essa pose infatti fine alla breve stagione della collaborazione
fra democrazia cristiana, partito socialista e partito comunista
ed inaugur il lungo periodo del predominio governativo della
democrazia cristiana. Un fatto di tale portata non poteva non
essere oggetto di un vivace dibattito storiografico; la questione
sulla quale si sono incentrate le polemiche pi accese  stata
quella relativa al ruolo esercitato dagli Stati Uniti: secondo
alcuni le pressioni statunitensi avrebbero avuto un peso
determinante, secondo altri De Gasperi avrebbe deciso in base ad
una valutazione autonoma delle circostanze interne e
internazionali. Riportiamo qui brevi passi di alcuni storici di
diverso orientamento politico: Enzo Collotti, Guido Quazza, Pietro
Scoppola, Ernesto Ragionieri.


La linea di De Gasperi era consapevolmente la prospettiva della
ricostituzione in Italia di un blocco di potere moderato guidato
dalla democrazia cristiana; l'esperienza del tripartito non fu mai
per lui una prospettiva politica di lunga durata, ma soltanto
l'espediente per superare alcune scadenze fondamentali della vita
politica italiana nella fase di trapasso dopo la liberazione verso
la normalizzazione moderata - non soltanto il trattato di pace,
ma anche la votazione dell'art. 7 all'assemblea costituente: la
crisi definitiva del tripartito avvenne nel maggio del 1947, ma
intanto il 24 marzo era stato votato l'art. 7 - e per dare modo,
con l'ausilio anche degli aiuti americani, alle forze economiche e
sociali destinate a dare corpo allo schieramento moderato di
riprendere tutto il loro vigore e il loro potenziale di espansione
e di stabilit.

De Gasperi, pur temendo lo scontro [con le sinistre] e
psicologicamente non desiderandolo, [ha] tardato soltanto per
avere il massimo possibile di sicurezza sui punti essenziali. Con
il tempismo eccezionale del politico che era, mentre cominciava a
parlare il 30 gennaio, in sede del gruppo parlamentare, della
possibilit futura di un governo di soli democristiani, vuole
assicurarsi del tipo e del grado di appoggio degli USA, della
consistenza della scissione socialista e dell'effettiva
possibilit del nuovo partito [il PSLI] di collaborare dopo il
trauma della rottura, del varo del trattato di pace [firmato il 10
febbraio], della maggioranza per alcuni punti della carta
costituzionale, in primis l'art. 7 sui rapporti tra stato e Chiesa
e quindi sul concordato.

Il viaggio di De Gasperi negli Stati Uniti all'inizio del '47 fu
l'occasione per un inasprimento dei rapporti con i comunisti: il
28 gennaio l'Unit pubblicava un articolo di Togliatti in cui De
Gasperi, che era a capo di un governo del quale i comunisti
facevano parte, era presentato come venduto allo straniero; 58
deputati della democrazia cristiana reagirono con una richiesta di
convocazione del gruppo parlamentare diretta a dare alla crisi di
governo,  aperta dopo il ritorno di De Gasperi, uno sbocco di
destra.
Ma il partito resisteva alla prospettiva di un'alleanza con la
destra [...].
Si  detto e scritto pi volte che la fine della collaborazione
con i comunisti era stata concordata da De Gasperi con il governo
americano durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, all'inizio
del '47; ma l'affermazione  quanto meno semplicistica.
Sar necessaria su questo tema una ricerca; ma alcuni appunti
conservati fra le carte di De Gasperi relativi ai colloqui da lui
avuti con rappresentanti americani [...] permettono di intuire la
linea tenuta dal presidente del consiglio italiano, tutt'altro che
subalterna. [...].
Mi sembra di poter dire che la rottura  della collaborazione con i
comunisti, nelle condizioni che si erano venute creando, pi che
una scelta fu per De Gasperi un prendere atto di una situazione di
fatto gi esistente. L'esattezza della sua visione sar confermata
del resto dal progressivo e ulteriore irrigidirsi della politica
rispettiva degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica.
Non  possibile parlare di asservimento dell'Italia agli Stati
Uniti voluto da De Gasperi o di dignit nazionale e di possibilit
di progresso sociale vendute per un aiuto economico, secondo i
clichs di una certa polemica di ieri e di oggi.

Al ritorno dall'America, De Gasperi trov dimissionari i ministri
socialisti. La crisi fu abbastanza rapida e, dopo un tentativo di
varare un governo di concentrazione di tutti i partiti, De Gasperi
torn alla formula della collaborazione con le sinistre. Sui
motivi che indussero De Gasperi a rinviare di tre mesi
l'estromissione dal governo di comunisti e socialisti sono state
avanzate varie ipotesi: dalla ancora non avvenuta enunciazione
della dottrina Truman alla necessit di conservare una copertura
sia di fronte alla firma del trattato di pace sia di fronte al
disagio diffuso tra le classi lavoratrici nonch, infine, alla
volont del presidente del consiglio di non andare
all'approvazione dell'articolo della costituzione relativo ai
rapporti tra lo stato e la Chiesa con un'assemblea costituente
profondamente divisa. Il fatto  che l'operazione presentava
notevolissimi rischi per lo sviluppo della gracile democrazia
italiana; e tutti i biografi di De Gasperi sono concordi nel
ricordare le sue esitazioni e il suo isolamento nella direzione
democratico cristiana prima di prendere, a primavera, la decisione
conclusiva. Ci che probabilmente fu alla base della scelta
degasperiana fu la precisa coscienza che, maturate le condizioni
internazionali e quelle relative ai rapporti tra stato e Chiesa,
si imponeva una decisione sul terreno della politica economica e
finanziaria, sul quale le sinistre non avrebbero potuto seguirlo,
pena la perdita della propria identit politica.
Finiva nel maggio 1947 la stagione dell'unit.
